
TRANSIZIONE 5.0: Fondi esauriti con decreto del 7 novembre 2025
Il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made In Italy) con il Decreto Direttoriale del 7 novembre 2025 ha improvvisamente deciso di chiudere lo sportello di prenotazione delle risorse del Piano Transizione 5.0, decretando così la brusca fine di questa agevolazione che, con le semplificazioni burocratiche intervenute dopo l’estate, rappresentava un’importante agevolazione per gli investimenti produttivi delle imprese impegnate nella transizione digitale e nell’innovazione tecnologica a basso impatto ambientale.
Finora per il Piano Transizione 5.0 sono stati spesi circa 2,5 miliardi di euro sui 6,3 miliardi previsti inizialmente, ma la decisione di rimodulare al ribasso le risorse stanziate ha notevolmente ridotto il budget previsto tanto che i fondi oggi sono risultati già tutti utilizzati.
La chiusura dello sportello e l’esaurimento delle risorse sono stati formalizzati con un Decreto Direttoriale del MIMIT (LEGGI QUI).
Anche se le risorse sono dichiarate esaurite, resta comunque possibile presentare domanda fino al 31 dicembre 2025 ma la presentazione non garantisce comunque l’accesso ai fondi, dato l’esaurimento delle risorse residue e l’interruzione del credito d’imposta relativo alla misura Transizione 5.0.
Le nuove prenotazioni presentate dopo il 7 novembre rimarranno in sospeso, in attesa di sviluppi futuri, precludendo il credito d’imposta.
Se il Governo deciderà un rifinanziamento del piano Transizione 5.0 oppure se si libereranno delle risorse a seguito di domande di accesso al credito d’imposta 5.0 che non dovessero concludere positivamente l’iter approvativo o per rinuncia alla domanda presentata da parte di qualche impresa, allora anche le nuove domande potrebbero essere prese in considerazione.
Per i prossimi investimenti è fondamentale quindi valutare le alternative disponibili:
– Passare al credito d’imposta 4.0 (20% di credito d’imposta) utilizzando i fondi ancora disponibili per questa misura (circa 200 milioni di euro ma in rapida riduzione)
– Posticipare l’investimento al 2026, utilizzando la misura dell’iperammortamento in corso di approvazione con la legge di bilancio 2026


