Nuovi incentivi: entra in vigore il Codice unico dal 1° gennaio 2026

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Decreto Legislativo n. 184/2025, che introduce il Nuovo Codice degli Incentivi in attuazione della legge delega n. 160/2023. Questa riforma, in vigore dal 1° gennaio 2026, ha l’obiettivo di superare la frammentazione normativa, armonizzare e semplificare la disciplina delle agevolazioni pubbliche destinate a imprese e professionisti.

L’iniziativa punta a rendere l’accesso ai sostegni più rapido, trasparente ed efficiente, definendo regole uniformi a livello nazionale e migliorando il coordinamento tra Stato e Regioni.

I Pilastri strategici della riforma

Il Nuovo Codice si fonda su tre elementi chiave:

1) Semplificazione e Armonizzazione:

– Viene introdotto il “bando tipo” per uniformare i contenuti essenziali dei procedimenti e ridurre la burocrazia.

– Si istituisce il Tavolo permanente degli incentivi presso il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), una cabina di regia unica per la programmazione triennale e il coordinamento delle misure.

2) Digitalizzazione e Trasparenza:

La digitalizzazione è centrale: la piattaforma Incentivi.gov.it e il Registro nazionale degli aiuti di Stato saranno il nucleo del nuovo Sistema Incentivi Italia. Questo ecosistema unico concentrerà dati, procedure, controlli e flussi informativi, snellendo l’iter di predisposizione dei bandi, verifica dei requisiti e monitoraggio.

3) Inclusione e Premialità:

– Verrà estesa la platea dei beneficiari: i lavoratori autonomi e i professionisti sono equiparati alle microimprese e inclusi stabilmente in una riserva minima di risorse (pari al 60% dei bandi) dedicata alle PMI.

– Si introdurranno criteri di premialità per le imprese più virtuose, con la possibilità di ottenere punteggi aggiuntivi, riserve di quote o incrementi dell’agevolazione per chi possiede:

a) Rating di legalità

b) Certificazione della parità di genere

c) Misure a sostegno della natalità e delle esigenze di cura

d) Valorizzazione del lavoro giovanile e femminile

e) Assunzione di persone con disabilità aggiuntive

Contrasto alla delocalizzazione e sanzioni

Il Codice introduce norme più stringenti per contrastare la delocalizzazione delle attività agevolate e per tutelare i livelli occupazionali. Saranno previsti:

Obblighi di comunicazione preventiva in caso di modifica dei piani di investimento;

Decadenza dal beneficio e restituzione delle somme (anche con sanzioni pecuniarie da due a quattro volte l’importo dell’aiuto) nei casi di violazioni più gravi;

Periodi di esclusione da nuovi incentivi;

Cosa resterà fuori dal nuovo Codice

Il Codice disciplina in primis gli aiuti che richiedono una vera e propria istruttoria valutativa, come finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto e interventi nel capitale di rischio.

Resteranno invece esclusi (pur con obblighi di comunicazione per il monitoraggio):

– Gli incentivi fiscali (es. crediti d’imposta) e contributivi a erogazione automatica, ossia quelli che non prevedono un’istruttoria tecnico-economica preventiva.